mercoledì 1 marzo 2017

Recensione: Carve the mark - Veronica Roth



Titolo: Carve the Mark
Autore: Veronica Roth
Casa editrice: Mondadori
Genere: Distopico
Pagine: 427
Prezzo: 15,90 (cartaceo)
      9,99 (ebook)
Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2017

Serie Carve the Mark:
1. Carve the Mark. I predestinati
2. Untitled



In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un "donocorrente", ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.   Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.   Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l'unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l'ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro.




Ho aspettato mesi l’uscita di questo libro! La serie Divergent mi è piaciuta molto, compreso il finale (che a molti non è andato giù), ed ero curiosa di leggere un altro romanzo della Roth, per capire se effettivamente fosse in grado di creare qualcosa di interessante ancora una volta. 
I protagonisti di questa storia sono Akos e Cyra.
Akos è un thuvesita, ovvero abita in una parte del pianeta chiamata Thuvhe. Qui la maggior parte delle persone soffrono la fame e Akos è un ragazzo fortunato in quanto è nato in una delle poche famiglie agiate del suo paese. Sua madre è la Veggente ed ha un ruolo importantissimo.
Cyra, invece, è la figlia del tiranno di Shotet. Particolarmente abile nel combattimento e con un donocorrente difficile da gestire, diviene l’arma di suo fratello che la utilizza per torturare i suoi nemici. 

«Tu non mi odi affatto» dissi quasi in un sussurro, temendo la risposta.


Ma la sua risposta arrivò sicura, come se per lui fosse ovvia: «No».
A dividere i due territori è una linea sottile. Quando Cyra e Akos si incontrano per la prima volta, dopo una serie di avvenimenti, i due sembrano completarsi. Di fatti, il donocorrente di Akos è quello di annullare l’effetto della corrente. E così, catturato alla corte Shotet, viene obbligato ad essere il lenitivo di Cyra. Il donocorrente di Cyra è doloroso e consiste nel provare e far provare dolore. Ma non riesce a controllarlo e la maggior parte delle volte ha bisogno di farmaci anche solo per rimanere in piedi.

Entrambi sono dei personaggi molto forti. E’ come se si completassero l’un l’altra. Akos insegna a Cyra come creare delle miscele per alleviare il suo dolore e Cyra gli insegna come combattere, come difendersi. Non è un rapporto che nasce immediatamente. Soltanto dopo la metà del romanzo inizieremo a intravedere il sentimento che si è sviluppato tra i due. E devo dire che non mi è dispiaciuto affatto; il loro rapporto “amoroso” non è stato affatto protagonista del romanzo, anzi è stato abbastanza marginale. E questo l’ho apprezzato molto!
Proprio mentre pensava questo, Cyra stese la mano. Lui la prese, per liberarla dalle ombre, e rimase scosso nel vederle le lacrime agli occhi. Se per il dolore o per l'emozione era difficile dirlo. 
E poi lei disse una cosa strana, con voce sussurrata e quasi con ammirazione: «Tu sei come il silenzio».
L’universo distopico creato dalla Roth è veramente allucinante. Ci sono moltissimi dettagli, nomi bizzarri, atmosfere aliene; di sicuro non è banale. Tuttavia delle volte ho avuto difficoltà di comprensione e, anche rileggendo le parti più volte (cosa che secondo me non dovrebbe accadere in un libro), non riuscivo a focalizzare il punto della situazione. Alcune parti le ho trovate troppo ricche di dettagli e informazioni da un lato inutili e dall’altro non spiegate. Non ha senso buttare lì a caso elementi senza poi spiegarli. Il lettore si confonde e basta.

Per il resto, devo notare necessariamente il miglioramento della scrittura. Da questo punto di vista ha fatto dei giganteschi passi avanti. E’ decisamente scritto meglio della serie Divergent. Tuttavia, manca ancora di quella psicologia che è fondamentale per un distopico specialmente se i POV presi in considerazione sono solo quelli dei protagonisti. Sotto questa luce, l’ho trovata un po’ noncurante. Avrei preferito che si tenesse conto anche degli altri personaggi e non solo Akos e Cyra. Un’altra pecca, secondo me, è stato il fatto di inserire così tanti personaggi, così tanti elementi non spiegati che si è persa la scorrevolezza del romanzo. In quasi 500 pagine, forse, poteva essere fatto qualcosa in più. E questo è un peccato perché la storia vale veramente tanto!
In ogni caso, leggerò il seguito. Spero che queste piccole lacune vengano colmate e che il prossimo libro sia più accurato. E un’altra cosa: Veronica, ti prego, spiegaci tutto quello che hai tralasciato in questo primo volume perché altrimenti impazzisco!


 VOTO:
1/2

2 commenti:

  1. Non avevo mai letto niente della Roth e questo libro è stato una piacevole scoperta. La saga di Divergent non mi ha mai attirata molto, ma dopo aver letto questo libro ho deciso di recuperarla. ;)

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    1. La serie Divergent è molto bella ma ha uno stile completamente diverso. Ma te la consiglio, in particolare per i colpi di scena! :)

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